Sciopero Taxi CNA VeronaTaxi fermi in Veneto martedì 21 novembre. Lo annuncia CNA FITA che aderisce alla mobilitazione proclamata dalle rappresentanze dei taxisti. I titolari di licenza taxi potranno aderire allo sciopero dalle ore 8 alle 22, con modalità di svolgimento e di orario diversa in ogni città del Veneto, pur rimanendo garantiti tutti i servizi rivolti alla fascia debole, anziani, disabili, malati.

A scatenare la protesta sono i ritardi con i quali il governo sta dando seguito alla delega per il riordino del settore trasporto persone pubblico non di linea e per una valutazione negativa della proposta di riforma presentata alle organizzazioni rappresentative del settore nelle scorse settimane.

Il paradosso, in Veneto, è che la Regione ha un patrimonio legislativo e disciplinare del settore molto più avanzato del resto del territorio nazionale avendo attuato, già dal 1996, una regolazione del settore e del mercato arrivando a costruire e definire i “contingenti” relativi alle autorizzazioni e delle licenze. Un processo, questo, che ha consentito in Veneto la  “programmazione”, nel tempo, di un moderno servizio del settore Taxi e del servizio del settore Noleggio con Conducente (Ncc).

“La nostra mobilitazione punta ad ottenere norme chiare che eliminino tutte quelle forme di concorrenza sleale che oggi minano il settore e che mettono in croce chi lavora rispettando le regole. Parliamo di nuove piattaforme tecnologiche, che in Veneto non sono arrivate ma potrebbero essere favorite da una normativa compiacente, parliamo di noleggio con conducente che non possiamo trovarci nelle piazze a rubarci i clienti. Ognuno deve avere una propria specificità che va rispettata e fatta rispettare”, commenta Giorgio Bee, Portavoce dei taxisti veneti aderenti a CNA FITA.

La preoccupazione dei taxisti veneti è che la legge di riforma arrivi a peggiorare una situazione soddisfacente e per questo è stato chiesto un incontro al Presidente della Regione Zaia, cui sarà chiesto un impegno a salvaguardare la legislazione veneta da una destrutturazione se i testi dei decreti legislativi proposti dal Governo centrale fossero approvati così come presentati.

“Le piattaforme di intermediazione secondo le proposte del governo, possono operare da noi pur avendo la propria sede amministrativa e fiscale in qualsiasi paese della Comunità Europea da dove possono eludere tasse ed iva. Se questo è il futuro, anche noi saremo costretti a trasferire le nostre sedi legali in paesi europei  più vantaggiosi fiscalmente, per riuscire a rimanere nel mercato del trasporto persone, con una sicura perdita economica per la nostra regione”, conclude Giorgio Bee.

 

ALLEGATI

- Comunicato Ufficiale CNA Fita - clicca qui

Compilare 730 CNAVerona

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