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Firma convenzioneIllustrata nella sede SPISAL in Via Salvo D'Acquisto il PROGETTO "PERCEZIONE DEL RISCHIO E FATTORE UMANO NELLA SICUREZZA"

 - In numerosi casi gli infortuni sul lavoro sono determinati dal fattore umano inteso non solo come errore comportamentale del singolo ma anche dell’organizzazione alla quale appartiene.

Per questo motivo il Comitato Bilaterale per la Sicurezza dell’Artigianato Veneto (COBIS) di Verona, con il contributo di “Head Up”, spin off dell’Università Ca’ Foscari che nasce e si sviluppa nell’ambito del Master STePS, promosso da Ca' Foscari Challenge School, e il Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL) della AULSS 9 Scaligera, hanno condiviso il progetto denominato “Percezione del rischio e fattore umano nella sicurezza”.

 

 

“L’obiettivo del progetto – spiega Michele Adami, Coordinatore COBIS per la parte datoriale - è quello di sensibilizzare i datori di lavoro delle imprese artigiane della provincia di Verona, con un’azione formativa innovativa e gratuita, relativamente agli aspetti di percezione dei rischi infortunistici, al fine di gestirli in sicurezza con il coinvolgimento attivo dei lavoratori. Grazie al contributo del COBIS, tale iniziativa diventa un importante aiuto per le imprese di piccole dimensioni, quindi meno strutturate rispetto alle grandi aziende. Un supporto operativo concreto che risulta, dunque, anche conveniente sul piano economico, aspetto che oggi non è assolutamente da sottovalutare”.


Il COBIS provinciale si è concentrato su due azioni formative, una delle quali, relativa al “preposto” (colui che ha il compito di sovrintendere all’attività lavorativa e garantire l’attuazione da parte dei lavoratori delle direttive ricevute in ambito di sicurezza e salute sul luogo di lavoro), è già arrivata a compimento, formando ben 200 titolari di imprese artigiane.


“La seconda azione – afferma Giuseppe Dotti, Coordinatore COBIS per la parte sindacale - riguarda l’aggiornamento RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione), che coinvolgerà circa un migliaio di aziende artigiane, per un totale di 40 corsi di formazione, dei quali 20 sono già stati conclusi, in favore di circa 500 imprese artigiane”.


“Le metodologie formative proposte, fino ad oggi appannaggio quasi esclusivo di altri settori – sono le parole del professor Giovanni Finotto, di “Head Up, spin-off della Ca’ Foscari Challenge School -, adattate opportunamente possono essere di particolare rilevanza anche nelle piccole e nelle micro imprese. La formazione obbligatoria di vecchio stampo, senza confronto tra docenti e partecipanti ai corsi, può non risultare efficace. In questo progetto l’abbiamo resa più chiara, interattiva, persino più interessante”.


Il progetto formativo, dunque, è rivolto ai datori di lavoro di piccole e medie imprese. La scelta del COBIS di Verona, con i suoi rappresentanti delle associazioni di categoria artigiane (Confartigianato Verona, Cna Verona e Casartigiani Verona) e dei sindacati dei lavoratori (Cgil, Cisl e Uil), di “Head Up” e dello SPISAL, è andata nella direzione di coinvolgere tale tipologia di destinatari perché spetta proprio al datore di lavoro il compito di implementare nell’azienda i sistemi di gestione della sicurezza per processi lavorativi, le responsabilità e le competenze in modo da evitare gli infortuni e non pregiudicare la salute dei suoi collaboratori.


“Questi ultimi, dal canto loro, possono responsabilizzarsi proprio grazie agli interventi del titolare – aggiunge Marco Bellomi dello SPISAL AULSS 9 Scaligera -. La maggiore incidenza della formazione, perché migliorata nel metodo, la riteniamo un fattore importante nella diminuzione dei rischi di infortunio e malattia professionale. Gli imprenditori artigiani riescono ad approfondire e quindi a comprendere meglio le azioni per implementare la sicurezza nei luoghi di lavoro, trasmettendo a loro volta tale comprensione e consapevolezza ai loro collaboratori e dipendenti”.

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