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La Valdastico diventa una «superstrada». Nell'intesa anche Valsugana e ferrovia VENEZIA Accordo raggiunto tra la Regione, la Provincia autonoma di Trento e il ministero delle Infrastrutture per quella che pare non si possa più chiamare «Valdastico Nord» (ai trentini evoca brutte sensazioni e i vene-ti non voglio irritarli) bensì «corridoio a Nord» o, più buro-craticamente, «corridoio di connessione infrastrutturale Veneto-Trentino».

 

In effetti, alcuni elementi di novità emergono dal lavoro chiuso dal comitato paritetico nato un anno fa per superare lo stallo, e non sono di poco con-to. Il principale è che non si trat-terà più di un'autostrada o al-meno non di un'autostrada tout court, che parte dalla A31, là do-ve oggi l'asfalto termina nel nul-la a Piovene Rocchette, per in-nestarsi direttamente sull'Auto-brennero, all'altezza di Trento.

L'ipotesi allo studio è quella di un'arteria «mista», a carattere prevalente di superstrada, con innesti in entrata e in uscita sul-la viabilità ordinaria, dalla Val-sugana alla statale dell'Abetone (il che metterebbe l'Autobren-nero al riparto da possibili «scippi» di traffico, favoriti dal bypass).

«Abbiamo abbandona-to il campo della Valdastico e superato l'idea di realizzare qualsiasi infrastrutturaz ione autostradale» ha ribadito non a caso ieri l'assessore alle Infra-strutture della Provincia di Trento Mauro Gilmozzi. L'operazione dovrebbe esse-re comunque in grado di salvare la concessione fino al 2026 della Brescia-Padova, che a sua volta dovrebbe metterci i quattrini (non si vede chi altro potrebbe farlo al posto suo, peraltro così il costo potrebbe essere dimez-zato). Il prolungamento della concessione, in ogni caso, non è cosa fatta: l'intesa politica tranquillizzerà l'Europa, che chiede chiarezza sui corridoi, ma per avere i timbri si dovrà aspettare il progetto redatto dal ministero e il via libera del Cipe.

L'accordo, che prende le mosse da «uno scenario d'inte-resse comune», non investe so- DD data n stampa dal 1980 rnonitoraggio media lo «il corridoio d'interconnes-sione infrastrutturale tra la Val-le dell'Astico, la Valsugana e la Valle dell'Adige», ma anche il potenziamento della Valsugana lungo il tracciato esistente (la Regione conferma così indiret-tamente il passo indietro sul project financing della Nuova Valsugana, caduto nel dimenti-catoio da qualche anno) e l'elet-trificazione e la rettifica della li-nea ferroviaria sullo stesso asse, chiesta fortemente dal Trentino anche per valorizzare il tunnel del Brennero e l'accesso al vali-co. «La progettazione - dice l'assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti - sarà redatta dal ministero e sarà sottoposta al Cipe entro due anni.

Prima di allora ci sarà una fase di consul-tazione con il territorio». Soddisfatto anche il governa-tore Luca Zaia, che sabato vedrà il ministro Graziano Delrio a Cortina per il treno delle Dolo-miti: «Si apre finalmente uno spiraglio per rafforzare i colle-gamenti infrastrutturali fra Trentino e Veneto. E stato con-diviso un importante documen-to che mi auguro sia il preludio alla definitiva soluzione di que-sto annoso problema, consen-tendo alla nostra regione uno sbocco a Nord tanto atteso dai cittadini e dagli operatori eco-nomici».

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